Ottobre 28, 2021

C’era una volta Gonnos… un’altra estate…

Una volta, tanto tempo fa, a Gonnosfanadiga, l’estate offriva opportunità e attrattive diverse, e stimoli diversi da quelli di oggi… ma, soprattutto, noi gonnesi caratterizzavano l’estate in modo diverso, a modo nostro.

Nelle estati dei tempi che furono, la sera, dopo cena, si restava attaccati molto meno alla tv 📺📺📺. A meno che non ci fosse “giochi senza frontiere” o la “corrida” – quella originale – di Corrado, o, magari, Italia – Germania Ovest. E quindi le sere, tutte le sere, ogni maledetta sera 😅, si usciva a “pigai sa friscura” 🥵🥵🥵. In ogni rione, in ogni strada, in ogni viottolo, anche se vicolo cieco, si radunavano le persone a decine. Tutti vicini di casa… i più anziani magari raggiunti da figli e nipoti, a raccontarsi tutto quello che oggi, a quell’ora, abbiamo abbondamente dibattuto sulle più svariate chat in cui siamo iscritti. Oggi, infatti, all’ora di allora a quell’ora, ci siamo già detti tutto 📱📱📱. Ancora non eravamo virologi, ma già commissari tecnici della nazionale di calcio… eravamo o democristiani o comunisti, o tifosi di Saronni o di Moser, ecc. ecc., e tutti eravamo il Santi Licheri di turno 🎓🎓🎓, esperti di tradimenti e torti famigliari, e sapevamo chi tutto fiara “a primma” con chi e perché.

Nelle estati di un tempo, poi… la sera, in un periodo più o meno preciso, tutti gli anni, in molti partecipavano al torneo notturno, o lo frequentavano da spettatori. …

(*1)

… Una manifestazione che ha visto Gonnosfanadiga tra le capofila del circondario, capace di proporlo anche nella più ambiziosa versione a undici ⚽⚽⚽, tanti erano i partecipanti. Teatro principale della scena il caro vecchio campo sportivo comunale (unica location forse restata uguale ad allora, per veri appassionati del vintage), e sede alternativa il campo parrocchiale, che offriva una più ridotta – ma non meno intensa – versione a sei. Si affrontavano squadre come Capitolina e Carpenteria Cabitza, un tempo, Bar Collu, Sa Fogaia, più in la, Elettrorrù, Real Ichnusa e altre, più recentemente. Tra i protagonisti più importanti, oltre i calciatori, senz’altro gli speaker 🎤🎤🎤… quali sig. G.Cuccu, B.Caddeo, P.Camboni, e altri.. che scandivano il nome di tutti i giocatori, leggevano i numeri dei biglietti vincenti della lotterie estemporanee, aggiungevano un pizzico di professionalità in un evento di estrazione amatoriale, o al massimo dilettantistico. Erano i nostri Ciotti e i nostri Ameri.

Talvolta, soprattutto, nel decennio scorso, le serate erano arricchite dal contemporaneo torneo di beach volley 🏐🏐🏐, che aggiungevano frizzantezza e ampliavano il coinvolgimento dei pubblico. Ma ancor prima, questa disciplina ha allietato le serate estive in esclusiva, così come i giochi di gruppo, simil “senza frontiere”. Qualche anno fa – a memoria più di dieci – erano in voga poi le cosiddette notti bianche, con negozi aperti fino a mezzanotte e i più svariati intrattenimenti a offrire ulteriore svago ai gonnesi.

Certamente, poi, non possiamo trascurare anche gli eventi negativi, a loro modo comunque storici e indimenticabili. E a proposito ricordiamo sere bollenti e notti illuminate dal bagliore degli incendi 🔥🔥🔥 che hanno circondato il nostro paese. Tristemente noto, tra gli altri, sicuramente, quello innescato nel primo pomeriggio del giorno di ferragosto del 1987 (salvo lapsus, ndr), in “su mont’e pinna” e domato tre giorni e due notti dopo, nelle campagne di Aletzia.

Quanto finora, per restare all’interno del perimetro comunale.

Volendoci allargare un po’ oltre confine, non possiamo non citare che un tempo Gonnosfanadiga poteva vantare – virtualmente s’intende – una frazione balneare ⛱⛱⛱: San Nicolò.. o Santu Nicolau che dir si voglia. Questa nota spiaggia, appartenente e appartenuta, amministrativamente, al Comune di Buggerru, di fatto fino agli anni ottanta, era letteralmente colonizzata da gonnesi in costume da bagno. Volendo sparare numeri a caso, su trenta casotti, ventinove appartenevano a cittadini di Gonnos. Non che ora, a presenze, siamo da meno… ma è sulla magia del “casotto” che vogliamo soffermarci.

Attaccati l’un con l’altro come nei più antichi centri storici – che se avevi la sfortuna di stare nelle retrovie, il mare neanche lo vedevi – emanavano quell’inconfondibile mix profumi masonite – gas di bombola – ddt. Erano costruzioni precarie, perlopiù sollevate da terra tipo palafitta, assemblati a punciasa e fiu ferru, arredate con la massima fantasia, e con spinta propensione al riciclo; la privacy tra le camere era garantita dalle caratteristiche tende del periodo, riproducenti figure geometriche di varie dimensioni in tutte le sfumature di arancio e tonalità di marrone; la difesa da insetti, pistilloni e ragni 🦟🦇🐊 da zanzariere acconciarasa alla bell’e meglio; l’illuminazione da lampade a gas e l’igiene con ingegnoso fai da te.

Non meno suggestivo era la simil favela di Pistis, …

(*2)

… altra roccaforte gonnese sul mare. Qui siamo in territorio arburese, ma i gonnesi, numericamente l’han sempre fatta da padroni. Nella duna di sabbia retro spiaggione, in mezzo ai ginepri naturali e quell’erba grassa con le foglie a forma di patatina fritta – di cui ci sfugge il nome scientifico – a tappezzare il suolo.. piuttosto che nella frastagliata costa di S’enn’e s’arca, sotto strada. Lungo tutto quel tratto di litorale, comunque, la “variante” gonnese del dialetto campidanese era la più diffusa.

Ora i casotti non esistono più, ma chi gli ha posseduti, o solo vissuti da ospite, lì, ci ha lasciato il cuore 💔.

Al mare, allora potevi anche campeggiarci liberamente, in spiaggia o in pineta, o dove ti pareva, e attrezzarti per starci mesi. Nessun rischio di rastrellamento, e di sgombero forzoso.

I più giovani, poi, potevano contare su soggiorni prolungati in colonia 🏢🏢🏢; oltre a quella tutta nostra di Sibiri, campestre, l’opzione marina era rappresentata dal noto ecomostro di Funtanazza, adatta ai più coraggiosi, disposti a staccarsi da mamma e papà per diverse settimane.

Sibiri, appunto. Dove una volta, nel mese di giugno era immancabile l’appuntamento con “Sibiri in festa”, frequentatissima scampagnata.. diventata nel tempo quasi un’istituzione.

Abbiamo nominato solo una piccola parte degli aspetti che caratterizzavano un tempo le estati gonnesi… ma meglio che ci fermiamo qui.. prima di essere sopraffatti dalla nostalgia e dalla malinconia 😢.

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fonti…

(*1) foto fornita da R.Putzolu a F.Pes … proprietario sconosciuto

(*2) località Pistis, anno 1977 – immagine liberamente stralciata dal sito “SardegnaFotoAeree” – indirizzo —> http://www.sardegnageoportale.it/webgis2/sardegnafotoaeree/

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