Ottobre 28, 2021

Accadde oggi 28 maggio… a Gonnosfanadiga

Esattamente trent’anni a oggi, il 28 maggio del 1991, anche Gonnosfanadiga ebbe il suo momento – in verità molto fugace – di notorietà planetaria, allorquando prestò le sue proverbiali strade alle due ruote 🚴‍♂️🚴‍♂️🚴‍♂️ della famosissima kermesse internazionale di ciclismo: il Giro d’Italia. Un regalo, inconsapevole, dell’organizzazione, a un paese storicamente molto appassionato.

Fu un martedì, a ridosso dell’ora di pranzo, in una giornata dal clima tardo primaverile. Si trattò della terza tappa della manifestazione – giunta alla sua 74ima edizione – iniziata qualche ora prima al capo di sopra e terminata a pomeriggio inoltrato nel capoluogo, come dimostra l’altimetria sottostante, recuperata in rete.

(*1)

I gonnesi vissero con tanta partecipazione l’evento, assiepando i marciapiedi della via Nazionale dalla buon’ora. Tanta attesa e tanta emozione per l’avvenimento in sé… e non certo per lo spettacolo, visto che fini per trattarsi, com’era facile prevedere, di un passaggio fulmineo.

Il gruppo dei ciclisti transitò compatto. Un autentico sciame 🐝🐝🐝… per ampiezza e per rumorosità. In parole nostre: “ua frusua”. Lo precedettero, nell’ordine, le staffette della Polizia Stradale a sirene spiegate e le macchine dell’organizzazione. Chiusero la carovana, le ammiraglie delle società partecipanti.

Purtroppo, però, non tutte le ciambelle escono col buco. Sfiga volle, infatti, che quel giorno la RAI, detentrice dei diritti televisivi, scioperò, precludendo a Gonnosfanadiga una irripetibile occasione di visibilità. E neanche a volersi sbattere in ricerche sul web, si può rendere giustizia al nostro paese. Su YouTube si può trovare al massimo uno spezzone live, peraltro in una lingua improponibile (verosimilmente basca), incomprensibile anche per i più acculturati; ma ad inizio trasmissione i ciclisti sono praticamente già alle porte di Villasor.

Insomma… bella frigara. L’unico modo per rivivere quel momento è appellarsi ai presenti e affidarsi ai loro archivi.

Cominciamo noi, con qualche scatto fotografico che immortala i protagonisti appena transitati in su “pont’e Abetzia” (Aletzia, ndr).

(*2)

Se hai qualche fotogramma di quel pomeriggio, a suo modo storico, o conosci chi può averne, e ti fa piacere condividerlo… postalo nei commenti sotto al link di questo post sulla nostra pagina facebook. O semplicemente raccontacelo dal tuo punto di osservazione.

Chiudiamo fingendoci giornalisti per un secondo 📝📝📝, offrendo qualche cenno di cronaca. Davanti alla scalinata di “Bonaria”, a Cagliari, tagliò per primo il traguardo Cipollini, che bruciò in volata l’uzbeco Abdujaparov. Chioccioli conservò la maglia rosa, davanti a Bugno e Chiappucci, rispettivamente secondo e terzo nella graduatoria generale provvisoria. Insomma… si può tranquillamente dire che Gonnosfanadiga, quel pomeriggio, fu attraversato dalla “crema” del ciclismo dell’epoca.

Dopo un giorno di riposto, dedicato al trasferimento oltre Tirreno, la gara riprese regolarmente dal “Continente”.

***

(*1) foto trovata sul web.. fonte: https://www.la-flamme-rouge.eu/maps/viewtrack/189670

(*2) foto archivio R.Saiu

***

Questo post, come sempre, è rilanciato sulla nostra pagina facebook...

***