Dicembre 8, 2021

C’era una volta a Gonnos… “la movida”

Fino a fine millennio scorso, a Gonnosfanadiga c’era una piazza popolata di giovani, c’era un rettifilo inondato di persone che ciondolavano su e giù, e c’erano frequentatissime feste in locali privati.

Prevaleva la voglia di ritrovarsi in uno stesso luogo di aggregazione, anziché sparpagliarsi. Non esistevano gli strumenti e le alternative di svago di oggi… niente cellulari, niente internet, niente netflix, niente playstation. La contrazione demografica ha poi fatto il resto e chiuso definitivamente un bellissimo capitolo della nostra vita.

Ci sono state diverse epoche. Ma il periodo cui ci riferiamo è quello tra fine anni 80 e tutta la decade del 90, quando frequentava i luoghi citati la cosiddetta generazione X… ovvero quella dei nati dal 65 al 79, oggi tutti ultraquarantenni 👨‍🦳👴🧓. Allora, la piazza aveva una leggera sopraelevazione al centro, che formava un corridoio ad anello, e una vasca centrale con caratteristica forma di fischietto, con dentro la celeberrima palla di granito. Questa piazza era popolata ogni sera, all’imbrunire, fino ora di cena. Qualunque evento meteorologico fosse in atto ⚡❄🌙. 

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I giovani erano divisi perlopiù in cricche. C’era quella che sostava vicino il cancello d’ingresso della scuola elementare, quella accanto al varco secondario, quella lato chiesa (più precisamente sulla lunga panca interno piazza), quella seduta sui gradini della farmacia e quella poggiata sui muri della costruzione oggi sede del Banco di Sardegna… ancora quella lato rettifilo fronte ingresso campo parrocchiale e quella che affollava proprio la vasca a centro piazza. Queste erano le più numerose… anche di 50-60 componenti. Poi chiaramente ce n’erano di meno folte, nonché sparuti gruppetti, ma anche semplici coppie di amici o amiche.

Da queste cricche, si staccava spesso e volentieri qualcuno per farsi la partitina a biliardino nei bar della zona, o a ping pong 🏓🏓 nel vicino saloncino parrocchiale, o – soprattutto – per compiere le cosiddette “vasche”, fino all’incrocio con via Mercato.. qualcuno fino a quello con via Roma. 

Ogni sera era un via vai continuo.. ma era la domenica sera che si raggiungeva il picco di presenze… quando dal negozio di Chia in su, la strada era chiusa al traffico. E nelle giornate di festa paesana – Santa Severa e B.V. della Salute su tutte – poi, l’affollamento era davvero furioso. Sicuramente oltre ogni immaginazione di chi non ha vissuto quei tempi. Per dirla in gergo: “gente a calci in culo”.

E sotto le festività natalizie… in piazza, bombette e petardi a gogo 💣💣💣. Talvolta con lanci da una cricca all’altra, come tra le peggiori curve ultras. Pericoloso certo… ma senza cattiveria… semplicemente po’ godi.

Già negli anni 80, poi, andavano di moda serate danzanti 🔊🔊🔊 simil discoteca 📀📀📀. Appuntamenti sporadici… destinati però presto ad intensificarsi significativamente, fino a diventare, nella prima metà degli anni 90, vero e proprio “uso e costume” di una generazione. Si trattava di eventi inizialmente ad invito, poi – caduta ogni timidezza – definitivamente libere. E soprattutto gratuite.

Ogni scusa era buona. Solitamente si accorpavano i compleanni del mese, anche di 7-8 persone. Partiva il tam-tam, senza bisogno di whatsapp, e il risultato era un pienone assicurato. A mixare si avvicendavano i più capaci dee-jay 🎧📀🎶 gonnesi. Si sono prestati ad ospitare questo tipo di eventi, rustici da completare, scantinati, magazzini più o meno sbarazzati e officine dismesse. Tra queste ultime, la più gettonata, sicuramente, la ex officina Tomasi in via Carducci, dalle caratteristiche pareti rosa e inconfondibile tanfo di grasso… questo sopravvissuto tenacemente a tutti i trattamenti sperimentati sul pavimento. Una vera e propria bolgia.. e, senza ombra di dubbio, autentica icona della gonnesità anni novanta.

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Citazione delle fonti…

(*1) immagine William S.