Settembre 20, 2020

L’ultima nota…

Quando sei la persona più anziana del paese, tutti dovrebbero stare ad ascoltarti, perché ogni volta che hai da dire qualcosa, ciò che esce dalle tue labbra sono sempre piccole perle di saggezza.

Perché quando sei il più anziano hai già visto e conosciuto tutto: la guerra, la pace, le strade che da bianche diventano asfaltate, i carretti che si trasformano in auto super tecnologiche, il computer che prende il posto del giornale e ogni volta che qualcuno racconta qualcosa che ha vissuto, tu puoi raccontarla meglio, perché tu “c’eri già prima di lui”.

E quando sei il più anziano di tutti, come Riccardo, il tuo nome di battesimo cambia e per tutti, anche quelli che non ti conoscono di persona, diventi “Tziu Riccardu” un appellativo che si riserva solo ai più saggi, quelli che anche se non sono tuoi parenti è come se lo fossero, perché nel paese dove vivi ci sono sempre stati e gli devi il grande rispetto del tempo che passa.

Quando hai centodue anni, come Tziu Riccardu, è come se suonassi in mezzo a un’orchestra di centinaia di strumenti che ogni tanto hanno una nota stonata e vanno sempre accordati o portati dal liutaio e tu invece sei uno strumento che non stona mai, che non ha mai bisogno di essere accordato perché suona sempre la nota giusta al momento giusto e mette armonia a tutto il resto.

Quando hai centodue anni, la tua vita è stata un lungo meraviglioso concerto di banda che passa da un adagio di Beethoven a un allegro di Vivaldi attraverso un andante di Mozart per chiudersi tra le lunghe note di tromba del silenzio. E tu hai sempre concesso tanti Bis senza mai stancarti e quando suoni la tua ultima nota, il pubblico che ti è stato ad ascoltare per tanto tempo, non può fare altro che alzarsi in piedi, ringraziare per averti potuto ascoltare e salutarti con una lunga, fragorosa e strameritata standing ovation.

Commenti

Commenta con Facebook