Luglio 5, 2020

I gradini della memoria

Gli angoli di un paese non sono angoli qualunque, perché custodiscono la storia, le tradizioni e la memoria delle persone che ci hanno vissuto.

Ogni angolo di un paese ha mille storie da raccontare, ma ci sono dei posti che più di altri rappresentano un’icona per chi li conosce da sempre.

La gradinata è uno di quei monumenti che hanno il potere di farti tornare indietro nel tempo ogni volta che ci vai. Ogni gradino di quella lunga salita, poggiato lì da chi fece un voto alla Madonna tanti anni fa, ha qualcosa da raccontare, perché da sempre, chi sale sulla gradinata non lo fa per caso: non si sale a “Collineddas” perché é di passaggio, perché ti sei trovato lì davanti e hai deciso di farti qualche gradino in salita per tagliare corto; chi sale sulla scalinata che porta alla grotta della Madonna, lo fa sempre per un motivo più intimo.

Puoi salirci perché vuoi farla tutti i giorni per perdere qualche chilo e ritrovare la forma persa, puoi farla per goderti una birra con un amico mentre ti guardi il paese dall’alto, puoi farla per trovare un angolo con cui stare con la persona che ami a goderti un tramonto sul paese o semplicemente perché vuoi stare da solo a pensare in silenzio. Ognuno di questi motivi è solo uno dei tanti che ti spingono ad andarla a trovare perché c’è sempre qualcosa di magico in quei blocchi di granito che ti attira a sé e ti rigenera quel poco che basta a ritenerla speciale. Sono quasi 400 gradini e farli tutti costa tanta fatica, ma il panorama da lassù vale sempre la pena di essere contemplato e ti aiuta davvero a leggerti dentro.

Ogni gradino è testimone dei pensieri, dei sogni, dei baci rubati e di tutte le storie a cui la scalinata ha fatto da cornice almeno una volta nella vita di ognuno di noi Gonnesi ed è per questo che anche questi blocchi di eterno granito, sono una parte di te.

Fotografia di Viviana Marras

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