Luglio 5, 2020

Gonnos ai tempi del Coronavirus – Capitolo 9

Gonnosfanadiga – Sardegna – Italia – zona rossa COVID-19 
giovedì 19 marzo dell’anno duemilaventi
decimo giorno di quarantena.

Oggi era la festa del papà. 
Sono dodici anni che ho scelto di fare questo mestiere, che i miei figli mi hanno assunto per svolgere questo compito di responsabilità e questa festa di certo me la ricorderò finché campo.
Oggi niente regali, niente pensierini preparati a scuola dai bambini, niente bottiglie di vino, dopobarba o cioccolatini, è passata come se niente fosse, chiusi in casa col pensiero del virus che ci ha portato via anche la voglia di festeggiare.
L’unica nota positiva della giornata è stato il messaggio di auguri di mia moglie che mi ha commosso tanto ma che naturalmente non riporto perché certi regali te li devi custodire gelosamente nel cuore e sono solo tuoi. 
Ho giocato con i bambini per gran parte del pomeriggio e mi sono accorto che quello era il regalo più grande che potessi ricevere: la loro presenza, col casino che ravviva le mura di casa, con le loro urla che rompono la monotonia delle giornate (oltre che qualcos’altro n.d.r.), con le loro lamentele e i nostri continui rimproveri, con i giochi sparsi per la stanza, i libri e i quaderni appoggiati in posti improponibili e il divano che non sa più come implorarci di cambiarlo, distrutto com’è dai continui salti fatti su di lui e dalle lunghe soste sbragati a guardare i cartoni. 
Sono loro il mio regalo più grande e sono loro i veri eroi di questi giorni di quarantena: loro che non si lamentano se non possono uscire, loro che si sono adeguati alle lezioni on-line al computer e a inviare i compiti ai professori per messaggi; loro che non hanno più gli allenamenti durante la settimana dove sfogarsi e allora si accontentano di un angolo di terrazza o di giardino per fare un po’ di sport; loro che non escono fuori dal cancello di casa nemmeno per una passeggiata, per portare il cane o per fare la spesa perché a quello dobbiamo pensarci noi. 
Sono loro i veri eroi e noi adulti che continuiamo a lamentarci dovremmo solo imparare, chinare la testa e ringraziarli per come si siano adattati a tutta questa situazione di emergenza totale.
Siamo davvero dei privilegiati rispetto a loro, perché anche se per poco, anche se controllati a vista come in prigione, siamo gli unici a poter approfittare dell’ora d’aria /che poi magari dura anche solo dieci minuti) giornaliera, loro no, sono costretti in casa, devono stare buoni, fare i compiti, giocare, adattarsi e trovano anche il tempo per tirare fuori il lato artistico migliore disegnando arcobaleni e ricordandoci che andrà tutto bene, disegni meravigliosi a cui forse noi adulti (me per primo n.d.r.) non hanno dato abbastanza valore presi come sono dallo stress di questa emergenza (mea culpa).
Ma almeno loro pensano poco, noi no, passiamo tutto il giorno a riflettere su quello che ci sta accadendo intorno e ci sembra ancora un sogno e abbiamo paura e siamo stanchi ed è solo il decimo giorno.
Vediamo le immagini delle bare che passano in fila sui camion dell’esercito al telegiornale e capiamo che è tutto vero, che non è un sogno ma che è davvero come se fossimo in guerra. E abbiamo paura e siamo stanchi.
E ci rinchiudiamo in casa diligentemente per cercare di sfuggire ad un nemico invisibile che è là fuori e che da un momento all’altro potrebbe bussare alla nostra porta o entrare in silenzio senza che ce ne accorgiamo e non sappiamo se saremo  pronti a difenderci. E abbiamo paura e siamo stanchi.
Stanchi di sentire continue notizie contrastanti, stanchi di sentire che prima è solo una semplice influenza ma poi forse no, forse dà complicazioni più gravi e colpisce i polmoni e le persone più anziane e quelle col sistema immunitario più debole. Ma poi anche no, forse colpisce anche i bambini e quelli che sono sempre stati sani e forti perché è morto anche un bambino e anche un quarantenne che faceva sempre sport, E allora mettiamoci le mascherine, ma quelle chirurgiche non proteggono granché e allora meglio comprare quelle col filtro oppure farle in casa con carta da forno e cotone ma forse se sei sano non ti servono se sei malato si ma se sei malato che ci fai in giro con la mascherina!? E allora stai a casa senza che è meglio e non uscire nemmeno per la spesa, fattela portare da quelli che fanno servizio a domicilio, ma se arrivano e non hanno la mascherina? O se hanno solo quella senza filtro? Siamo punto e a capo. Ma magari arriva il caldo e questo virus si autodistrugge, ma forse no perché si sta rinforzando e allora forse sopravvive, anche sulle superfici, si ma per quanto tempo? E nell’asfalto? Non sarebbe meglio lavare tutte le strade così non entriamo a casa con le scarpe contaminate? Ma se non possiamo uscire cosa cazzo ci facciamo in strada!? E quelli che vogliono rientrare in Italia? Lasciamoli fuori e poi rientreranno dopo il virus! Curiamoli a casa loro! Chiudiamo i porti fino a luglio! Ma poi come facciamo ad andare in vacanza? E i turisti? E l’economia? E il vaccino? E i marò?
La verità è che abbiamo davvero paura, che ci sentiamo sempre più confusi e che siamo sempre più stanchi. Sia di quelli che mandano in giro notizie false ma poi le ritrattano, sia di quelli che se ne vanno in giro a farsi la corsetta e se ne sbattono, ma sopratutto siamo stanchi di quelli che continuano a sottovalutare questo virus, a dire che è una semplice influenza e che è tutto un complotto dei poteri forti.
Possono dirci quello che vogliono, possono darci centinaia di notizie e poi dirci tutto il contrario, ma le bare, i morti, i medici che chiedono ogni giorno di stare a casa perché sono stremati e non ce la fanno più, sono veri e l’unica prova tangibile che questa è una guerra e che dobbiamo fare di tutto per vincerla, anche se siamo impauriti confusi e stanchi.
Oggi era la festa del papà e io non sono riuscito nemmeno a fare gli auguri al mio, che incrocio ogni tanto nel vicolo di casa o con cui riesco a scambiare due parole solo quando mi affaccio alla porta dei miei per salutarli tenendo le debite distanze; oggi sarebbe dovuto essere un giorno di festa ma se riusciremo veramente a convincerci tutti che siamo in guerra e che possiamo difenderci solo stando in casa e aspettando che passi, questa festa sarà solo rimandata.

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