Luglio 10, 2020

Gonnos ai tempi del Coronavirus – Capitolo 6

Gonnosfanadiga – Sardegna – Italia – zona rossa COVID-19 
domenica 15 marzo dell’anno duemilaventi
Sesto giorno di quarantena.
 
 
 
Sembra di essere in quarantena da una vita e invece sono passati soltanto sei giorni da quando abbiamo deciso di provare a combattere questa battaglia stando rinchiusi in casa.
Non so se sia una cosa che capita soltanto a me ma ogni tanto mi fermo a pensare a tutta questa situazione e mi sembra davvero che sia tutto un sogno: è come essere stati catapultati tutti dentro un film, uno di quei film che ci piaceva guardare al cinema quando eravamo liberi di andarci e se ne trovavano ancora aperti, uno di quei film dove la catastrofe incombe sull’umanità, dove le persone muoiono di giorno in giorno senza riuscire a far nulla per evitarlo e quando tutto sembra perso compare dal nulla il manipolo di eroi che con un piano strategico ben studiato e qualche arma di ultima generazione, ribaltano la situazione e riescono a salvare la terra da una fine ormai certa.
Solo che questo non è un film ma la realtà. Solo che qui non ci sono manipoli di eroi a salvare la situazione. Ci sono medici che cercano di salvare il salvabile in ospedali che già prima del virus non erano in condizioni degne di questo nome, figuriamoci se riescono a tirare fuori l’arma segreta che ci possa portare tutti in salvo.
L’unica cosa che ci resta da fare e che possiamo fare è restare in casa e aspettare che passi, magari col caldo e con la bella stagione che incombe, dato che questo virus pare non sopravviva alle alte temperature e se questo è vero e le stagioni faranno il loro corso come al solito, in Sardegna avremo presto il gran caldo e saremo tutti salvi…speriamo.
È appena passata la domenica, una domenica senza messe in chiesa; a Gonnos è stata celebrata da Don Giampaolo Spada in diretta Facebook, l’unico modo allo stato attuale per riunire insieme tante persone. Una domenica senza calcio e senza sport, le partite sono state tutte sospese, il campionato di Formula 1 è in forse e anche uscire di casa per farsi mezzora di jogging è diventata un’impresa irraggiungibile.Una domenica senza gite fuori porta e pranzi in famiglia.
Oggi peró era una gran bella giornata di sole a Gonnosfanadiga e molte famiglie, come la mia, hanno deciso di prendere tavolo e sedie e di mangiare in giardino, cosa che probabilmente non avremmo mai fatto se non ci fosse stato questo virus.
Nel pomeriggio si sono susseguiti i vari appuntamenti per i flashmob sui balconi, cosa che ormai sta diventando una buona abitudine per stemperare un pochino la tensione e sentirci un pochino piú vicini. Sono decine sui social i video di persone che ballano in balcone, cantano in balcone, suonano in balcone e chi oggi non aveva la fortuna come me di avere qualche centimetro di giardino, in balcone ci ha pure mangiato.
D’altronde oggi era comunque domenica e per gli italiani si sa “domenica è sempre domenica”
Intanto il virus avanza e ci fa una gran paura, oggi un pochino piú degli altri giorni. Sarà che in Sardegna sono state contagiate altre trenta persone circa e che siamo arrivati a piú di settanta casi in tutta l’isola, ma soprattutto oggi abbiamo piú paura perchè in Sardegna sono morte le prime due persone a causa del Coronavirus e una aveva 42 anni e prima del contagio era sana e in forma. Questa la situazione attuale nel nostro paese.
 
 
Il virus ora ci fa davvero paura, si diffonde a macchia d’olio e nel mondo ormai siamo arrivati a oltre 150.000 persone contagiate. In Francia, mentre fino a pochi giorni fa ci deridevano con pubblicità pessime, ora hanno cominciato a rinchiudersi in casa pure loro, anche gli Spagnoli stanno facendo lo stesso, così pure i Tedeschi che pare non ci facciano arrivare mascherine perchè pensino che prima o poi serviranno a loro e allora meglio coltivare il proprio orticello che dare una mano agli altri quando serve; anche gli americani hanno cominciato ad avere paura, New York è blindata da giorni e i voli da e per l’Europa sono bloccati, l’arma segreta che c
salvi l’umanità loro la trovano soltanto nei film a quanto pare. Gli Inglesi sono gli unici che se ne fregano e che hanno cominciato solo oggi ad evitare di darsi la mano, non che anche prima fossero avvezzi alle effusioni e alla simpatia ma per il resto continuano a fare una vita normale come se il virus non fosse mai esistito.
Intanto noi italiani continuiamo a stare in casa a cantare il nostro inno nazionale dai balconi: per molti è una cosa sciocca e senza senso, ma ci fa sentire tutti più vicini e ci da coraggio.
Oggi in Sardegna, alle 20:00, dalle finestre arrivava la voce di Andrea Parodi, anche a Gonnos, anche dalla finestra del mio vicino…e per un attimo la paura ha lasciato spazio all’emozione e alla speranza.
 
 

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