Luglio 5, 2020

Gonnos ai tempi del Coronavirus – Capitolo 4

 
Gonnosfanadiga – Sardegna – Italia – zona rossa COVID-19 
venerdì 13 marzo dell’anno duemilaventi
Quarto giorno di quarantena.
 
Il week-end è alle porte, è venerdì…e il virus lo sa. (cit.)
Eh già, sta arrivando il primo lunghissimo fine settimana di quarantena, senza pizzerie, senza cene con gli amici, senza pranzi con le famiglie allargate, senza passeggiate e shopping frenetico tra i negozi, senza la spesa con tutta la famiglia (si ricorda che possiamo andarci ma da soli e mantenendo le distanze. n.d.r.).
Sarà un week-end davvero insolito per chi è abituato a staccare da una settimana di lavoro e godersi il tempo libero come meglio crede, sarà duro e un po’ triste ma servirà anche questo a godersi meglio quelli che verranno quando il virus ci lascerà in pace.
Da ieri i gonnesi hanno finalmente cominciato a dare ascolto ai consigli stremati del sindaco che invitava tutti per l’ennesima volta a stare in casa e finalmente, complice la gran parte degli esercizi commerciali chiusi, siamo tutti rimasti tra le nostre quattro mura.
Si esce solo per motivi di necessità, ma sgranchirsi le gambe sta diventando davvero uno dei desideri più grandi della popolazione.
Chi ha un cane ne approfitta per portarlo a passeggiare (è consentito), chi non ce l’ha se lo fa prestare, chi non può farselo prestare porta in giro un peluche, i più arditi portano in giro solo un guinzaglio e se vengono fermati dicono che il cane l’hanno perso.
Incredibile quanto ora una passeggiata sia diventato il passatempo più ambito da tutti, da questo punto di vista il virus ha fatto più miracoli che vittime.
Oggi alle 18, contagiati (termine usato non a caso) dall’iniziativa attuata anche in altri paesi della penisola, saremmo dovuti uscire un po’ tutti in balcone a cantare e a provare a riempire il cielo del paese con un pochino di musica. I miei figli hanno tirato fuori le casse dello stereo ma la potenza non era certo quella del carro dei Lillo Boys e non credo si sia sentito granchè, ma è stato un momento particolare e ha stemperato un pochino la tensione.
Oggi in Sardegna non sembrano essersi registrati nuovi contagi o comunque si contano sulle dita di una mano, almeno queste sono le notizie che sono arrivate al sottoscritto, questa di seguito la situazione nazionale.
 
 
 
È proprio vero che serve perdere le cose per capire quanto siano belle, stamattina mentre andavo a lavoro, mi sono fermato sul guado del fiume e ho rubato l’immagine che ho postato in apertura. Il nostro Rio Piras non è altro che un torrente di montagna, già difficile da individuare nelle cartine geografiche, nominato da tutti più per quanto sia poco curato che per la sua bellezza. Eppure ci fa compagnia, d’estate silenziosamente addormentato e asciutto, come d’inverno quando scorre impetuoso dopo le lunghe piogge e il suo vociare è come una moltitudine di vecchie comari che spettegolano sottovoce sui fatti del paese. Eppure sta lì da sempre e di storie belle e brutte ce ne potrebbe raccontare eccome.
Stamattina l’ho trovato così, tutto fiorito e sfavillante di colori e ho riflettuto su quanto a chi non è un uomo, freghi poco della presenza di questo virus.
La natura continua indisturbata il suo corso e ora che la bella stagione comincia ad affacciarsi sembra che stia approfittando del fatto che stiamo tutti barricati in casa per manifestarsi in tutta la sua bellezza, come se finalmente respirasse davvero ora che gli uomini non possono andare in giro liberamente a disturbarne l’esistenza come fanno di solito.
Fateci caso, con questo silenzio assordante per le strade, si ricominciano a sentire tutti i suoni che abbiamo smesso di percepire perchè sempre presi dallo stress quotidiano: le piante, lo scrosciare dell’acqua, il latrato dei cani, le rane e i grilli che con questo tepore stanno cominciando ad uscire e farsi sentire la sera. Proprio ieri, mentre portavo fuori il mio cane per le strade deserte, immerso in un silenzio incredibile, ho potuto assistere a qualche secondo di un concerto naturale che per un pezzo ha fatto da sottofondo alla mia passeggiata.
Ve ne lascio un pezzetto in queste pagine, se vi va, ascoltatelo in silenzio come è successo a me e forse vi porterà ancora un po’ di sollievo da questi momenti di lunga angosciosa quarantena.
 

 

 
 

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