Luglio 5, 2020

Gonnos ai tempi del Coronavirus – Capitolo 2

 
Gonnosfanadiga – Sardegna – Italia – zona rossa COVID-19 
mercoledì 11 marzo dell’anno duemilaventi
Secondo giorno di quarantena.
 
Avete presente quando aprite gli occhi la mattina e, ancora frastornati dal sonno, cercate di riordinare le idee per capire che giorno è e cosa dovete fare subito dopo svegli? In questi giorni non è cambiato molto da questo punto di vista, ma dopo aver strofinato gli occhi, essersi stiracchiati un pochino e aver focalizzato che è mercoledì e che hai mezzora per prepararti ecco che torna il pensiero ricorrente di questi giorni: “cazzo, c’è il Coronavirus, c’è la quarantena ed è appena iniziata”. La domanda subito successiva a questa constatazione non è “cosa devo fare oggi?” ma bensì “cosa NON devo fare oggi?”.
Già perché in pochissime ore questo virus ha davvero trasformato tutte le nostre vite. Oddio, magari non proprio tutte, c’è chi continua ad uscire senza problemi la mattina per andarsi a comprare un vestito o a scambiare due chiacchiere al bar con gli amici tra un cornetto e un cappuccino. Ma questa non è una cosa buona, non è da prendere come un segnale di distensione ma bensì come il segno evidente che molta gente non ha ancora chiaro il concetto di pericolo di contagio e di restare a casa. Siamo proprio in Italia, anche nei momenti di emergenza riusciamo a tirar fuori il lato peggiore di noi, quello che non ci fa ragionare e che di fronte a un divieto chiaro e limpido, ci spinge sempre a dire “si, ma io devo…” e così via ad elencare tutta una serie di motivi per cui si pensa non sia necessario adeguarsi alle norme. Gonnos non fa eccezione, anzi per certi aspetti siamo molto più testardi di altri cittadini Italiani o forse è solo che siamo poco informati, o forse è solo ignoranza, ai posteri l’ardua sentenza.
È anche vero che questo decreto sullo stato di emergenza non è che sia chiarissimo da tanti punti di vista e quando qualcosa è troppo soggetta alle interpretazioni più varie, si va spesso in confusione. Speriamo arrivino presto comunicazioni piú chiare e  facili da interpretare anche “for dummies”.
Intanto il paese continua ad essere comunque sospeso in una situazione surreale: i bar, Collu, Spina, Peyote, Planet, Nero caffè e via dicendo sono tutti aperti fino alle 18, da quel momento chiudono i battenti e tutti a casa. Ma dalle 7 alle 18 tutti al bar, tanto a quell’ora il virus magari non passa dalle parti di Gonnos, chi se ne frega. Eppure il decreto nazionale parla chiaro: “uscire di casa solo per motivi essenziali come andare a lavoro, farsi visitare o fare la spesa, ma sempre uno per famiglia e sempre mantenendo le distanze di sicurezza uno dall’altro”. Mi sembra chiaro come il sole, eppure… Ma a questo punto non sarebbe meglio chiudere tutti gli esercizi commerciali non di primaria necessità così da evitare gli assembramenti di persone durante il giorno? Chiedo per un amico (n.d.r.).
È davvero un periodo strano, un periodo dove tutti abbiamo libero accesso a internet, ai social network, dove possiamo documentarci sulle cose e invece sembra che molti sappiano usare questi strumenti solo per far girare fake news o post goliardici e scherzosi sul virus stesso. Va bene sdrammatizzare, va bene stare sereni, va bene non farsi prendere dal panico, ma c’è poco da scherzare.
Mentre scrivo, è appena passato per le strade il sindaco a portare in giro “sa grida” come si faceva un tempo, l’ultimo disperato tentativo di convincere la popolazione Gonnese a stare chiusa in casa.
Era da secoli che in paese non venivano fatti gli annunci in questa maniera, pertanto anche questo è un pezzo di storia Gonnese e come tale credo sia doveroso riportarne di seguito il contenuto dalla voce originale del nostro primo cittadino:
 
 

Intanto i contagi aumentano, a Gonnos fortunatamente ancora nessun caso, nel resto d’Italia, soprattutto al nord gli ospedali boccheggiano e faticano a far fronte alle presenze di pazienti in terapia intensiva.  Questa al momento la situazione aggiornata dalla protezione civile, o almeno quella presente sul sito ufficiale.  

      Il virus continua ad avanzare, dalla Sardegna partono pochissimi voli per la penisola o il resto d’europa e sono ancora meno quelli che atterrano, a quanto pare il presidente della regione ha richiesto il blocco di tutti i porti in entrata e in uscita ma non ci è stato concesso, Nell’isola siamo quasi a 40 casi accertati. Oggi a Gonnos c’era il sole, ma non ce lo siamo potuti godere. Abbiamo un po’ tutti la sensazione che questo virus ci abbia privato della libertà e soprattutto che fino a qualche giorno fa non eravamo abbastanza consapevoli di quanto questo dono fosse prezioso. Magari questo periodo di quarantena ci servirà a maturare la consapevolezza di essere ricchi di tante cose che prima davamo sempre per scontate. Magari già domani saremo tutti più ligi a seguire le norme e a capire che prima ci fermiamo prima si ferma anche il contagio. Magari presto arriverà il caldo e la primavera spazzerà via questo virus per sempre e potremo uscire di nuovo a respirare. Magari…

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