Luglio 4, 2020

Spesso, nei rapporti tra amici in particolare, capita di perdersi per un po’, di allontanarsi gli uni dagli altri e, nonostante si viva molto vicini magari uno di fronte all’altro, non ci si incontri frequentemente, perchè si lavora in momenti della giornata differenti, o semplicemente perchè la vita ci tiene lontani nonostante nel profondo siamo legati da un affetto sincero.
Così è anche il rapporto con il posto dove vivi da sempre, con la tua terra e in particolare con il tuo paese: nel caso di Gonnosfanadiga il rapporto che si ha con lui è un misto di contrasti, di emozioni che si rincorrono e si respingono, di alti e bassi, di amore e odio; o almeno questo è lo stato d’animo di chi scrive nei confronti del suo piccolo paesino sperduto nel medio campidano.
L’amore per Gonnos nasce dai suoi tanti pregi: dalle montagne vicine, dal profumo degli ulivi in fiore che circondano le nostre campagne, dal chiassoso vociare del nostro rio Piras nelle piovose giornate d’inverno che rompe il silenzio assordante delle nostre strade alle nove di sera di un grigio pomeriggio di novembre; il panorama delle case visto dalla gradinata e il paese tagliato in due da via Porru Bonelli, le querce secolari delle nostre campagne e il taglio di luce che illumina il Linas quando lo ammiri dall’ingresso del paese mentre stai rientrando da una lunga giornata di lavoro e sembra accoglierti con le sue braccia possenti e familiari.
L’odio invece nasce dai suoi mille difetti, dalla sporcizia sparsa per le strade, dal fiume abbandonato a se stesso, dalle decine di angoli ormai chiusi al pubblico perchè mal curati, dai parcheggi selvaggi che nemmeno in una metropoli potremmo ritrovare, dalla mentalità chiusa che non ci lascia crescere mai come vorremmo e da tanti altri mille difetti che è meglio tralasciare per non lasciarsi trasportare dal malcontento generale e farci dimenticare ciò che invece ha un grande valore in un piccolo paese come il nostro.
Gonnos è da sempre un grande amico, che ti va di frequentare quando è di buonumore bevendoti una birra in una fresca serata d’estate e un conoscente di cui invece ti dimentichi quando sei troppo indaffarato a rincorrere gli appuntamenti durante una settimana di normale routine.
È soprattutto per questo rapporto di amore e odio che questo blog da tanto tempo era stato abbandonato, un po’ per noia e un po’ perchè il paese di cui si parla in queste pagine, molto spesso non suscita in chi legge l’interesse che meriterebbe.
E allora eccoci tornati, a scrivere di Gonnos, dei suoi pregi e dei suoi difetti, della sua storia e del suo futuro, con la speranza di suscitare in chi legge un pizzico di curiosità e di interesse per le nostre quattro case e per la gente che gli da vita ogni giorno. Speriamo di trovare tanti argomenti su cui scrivere, di riportare alla mente di tutti qualcosa di bello che ormai era sopito o di stimolare e far riflettere su qualche problema che invece non ci fa vivere il paese come vorremmo. Torniamo con mille idee e tanto entusiasmo, ma anche con la consapevolezza che potremmo fermarci di nuovo prima o poi per tornare con altri stimoli in momenti migliori.
Buona lettura.

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