L'angolo della poesia - Foglie morte

Lo scalpiccio dei miei passi
rimbomba in un eco
mentre cammino e calpesto i sassi
violando la quiete di quel vicolo cieco.
Un fedele amico mi accoglie festoso
mi scodinzola intorno bramoso.
Di novembre odo il vento.

Leggero sibila, annunciando l’inverno alle porte.
Nessun altro segno di vita
né profumo fragrante di torte
solo freddo e silenzio.
Dai rami cadono le foglie morte.
Più non ardono i ceppi in quel focolare.
Nel camino, ove spesso per ore
nelle tue notti insonni, cercavi tepore
c’è soltanto di un lume il chiarore
acceso da qualcuno in un atto d’amore.
Nella notte rischiara la stanza.
Accanto, sul tavolo, un vaso con i fiori avvizziti
privi ormai di fragranza.
Uno spiffero fa tremare quella fiammella
infilandosi sotto le porte.
Fuori un fruscio di foglie morte.
Nel giardino assopito
oramai, c’è rimasto soltanto un ibisco appassito.
Marisa 2002

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